Cosa sono?

Le zecche sono piccoli parassiti, appartenenti alla stessa famiglia dei ragni e degli acari.
Sono diffuse in tutto il mondo e se ne conoscono circa 900 specie raggruppate in tre famiglie, di cui le due principali sono quella delle zecche dure o Ixodidae e quella delle zecche molli o Argasidae. In Italia ne sono state segnalate, complessivamente, circa 40 specie.
Hanno una forma tondeggiante di colore scuro, tra il rosso e il mattone e quattro paia di zampe. La testa, che non è differenziabile dal corpo, ha un apparato boccale detto rostro che, penetrando attraverso la cute, permette alla zecca di succhiare il sangue della preda. Le dimensioni di questi parassiti variano da pochi mm a circa 1 cm, a seconda della fase di sviluppo e della specie. Il ciclo biologico, che può compiersi su uno o più ospiti, si sviluppa passando attraverso 4 stadi distinti: uovo, larva, ninfa e adulto. Dopo la schiusa delle uova, il passaggio da uno stadio a quello successivo richiede un pasto di sangue.
Il pasto di sangue, durante il quale la zecca rimane costantemente ancorata all’ospite, è caratterizzato dall’alternanza di fasi di assunzione e fasi di rigurgito; queste ultime permettono alla zecca di liberarsi della maggior parte della componente liquida del sangue e degli eventuali patogeni.

Dove trovarle e quando?

Vivono nell’ambiente, in zone umide e ombreggiate e si annidano ovunque ci sia vegetazione incolta (erba, cespugli, letti di foglie secche).
In particolare le zecche dure prediligono gli ambienti boschivi, i prati, le aree collinari o di montagna, mentre le zecche molli possono trovarsi facilmente in stalle cucce e pascoli dove trovano ospiti da attaccare. L’attività della zecca si concentra nei mesi caldi, quando il clima è più favorevole. Durante l’inverno si nascondono sotto la vegetazione o nelle fessure dei muri o sottoterra.

Come si nutrono?

La tattica utilizzata dalle zecche dure per cercare nutrimento si basa sull’attesa. Questi parassiti, infatti, si appostano sull’estremità delle piante aspettando l’ospite di cui nutrirsi. Grazie all’anidride carbonica e al calore emessi del corpo, possono avvertire la presenza di un possibile ospite e vi si insediano conficcando il rostro nella pelle cominciando a succhiarne il sangue. Le zecche rimangono a contatto con la fonte di nutrimento dai 2 ai 7 giorni, al termine dei quali si lasciano cadere spontaneamente.
Le zecche molli invece, vivo negli stessi habitat degli animali, per avere nutrimento sempre a disposizione .

Rischio per l’uomo?

Per l’uomo, la pericolosità delle zecche è legata essenzialmente:

  • all’azione allergizzante e/o tossica delle sostanze contenute nella saliva del parassita, in particolare di quelli delle zecche molli;
  • alla capacità di trasmettere microorganismi (azione vettoriale) responsabili di malattie, talvolta gravi. Le zecche, durante il pasto di sangue su un ospite infetto , assumono agenti patogeni e possono trasmetterli ad un ospite non infetto, attraverso le secrezioni salivari, ma soprattutto il rigurgito, nel successivo pasto di sangue. L’efficacia della trasmissione è strettamente associata al tempo di permanenza della zecca sull’ospite.

Il morso non è generalmente doloroso né pruriginoso, e può pertanto passare inosservato.

Le principali malattie da zecche segnalate in Italia sono la Malattia di Lyme, l’Encefalite da zecche (TBE) e la Febbre bottonosa. Altre malattie trasmesse da zecca sono l’erhrlichiosi, la tularemia, la febbre Q, la babesiosi, la febbre emorragica Crimea-Congo. In particolare sono tutte malattie trasmesse principalmente da zecche dure.
Nelle aree endemiche le persone che conducono attività all’esterno, sia per motivi ricreativi o occupazionali (pescatori, cacciatori, campeggiatori, persone che si dedicano alla raccolta di funghi e altri prodotti del sottobosco, forestali, allevatori, forze dell’ordine) sono considerate a maggior rischio di contrarre le infezioni.

Malattia di Lyme (Borreliosi)

La Malattia di Lyme è un’infezione batterica sostenuta da Borrelia burgdorferi. I batteri si trasmettono all’uomo attraverso la puntura di una zecca infetta che rimane attaccata alla cute per un tempo superiore a 36 ore. Se la zecca rimane attaccata per meno tempo raramente trasmette la malattia.
E’ la più diffusa e rilevante patologia trasmessa da vettore ed è seconda, per numero di casi, solo alla malaria. L’infezione colpisce prevalentemente la cute, le articolazioni, il sistema nervoso e gli organi interni. Può manifestarsi con sintomi gravi, persistenti e, se non viene curata, assume un decorso cronico. L’ultima fase della malattia a distanza di mesi o anni dall’infezione, è caratterizzata da alterazioni a carico dell’apparato muscolo-scheletrico (artrite cronica), del sistema nervoso centrale e periferico (meningite, encefalomielite, atassia cerebellare, polineuropatie sensitivo–motorie, disturbi del sonno e comportamentali), della cute (acrodermatite cronica atrofica) e dell’apparato cardiovascolare (miopericardite, cardiomegalia).
Nel 2022 in Piemonte sono stati segnalati 11 casi umani e hanno coinvolto le province di Cuneo, Alessandria e Novara (Seremi | Servizio di riferimento Regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive).

Sintomi malattia di Lyme

Encefalite da zecca  (Tick-Borne Encephalitis – TBE)

L’Encefalite virale da zecca è una malattia infettiva virale che colpisce il sistema nervoso centrale e può causare sintomi neurologici prolungati anche gravi. Il virus trasmesso dalle zecche infetta diversi animali, selvatici o domestici, fra cui roditori, caprioli, ovini, caprini che contribuiscono al ciclo di trasmissione. Gli uccelli contribuiscono trasportando passivamente zecche infette da un territorio ad un altro, durante la migrazione.
Il virus della TBE, tuttavia, può essere trasmesso anche tramite il consumo di latte e prodotti a base di latte non pastorizzati. Questo virus non si trasmette direttamente da persona a persona, ad esclusione della trasmissione verticale dalla madre al feto.
Nel 70% dei casi circa, si manifesta un’infezione asintomatica o con sintomi poco rilevanti. Nel restante 30% dei casi, dopo 3-28 giorni dal morso si ha una prima fase con sintomi simil-influenzali. Nel 10-20 % di questi casi, dopo un intervallo senza disturbi di 8-20 giorni, inizia una seconda fase caratterizzata da disturbi del sistema nervoso centrale. Nei bambini e nei soggetti più giovani la TBE mostra generalmente un decorso più mite.
In Italia le aree a maggior rischio sono quelle alpine e prealpine del nord-est (Veneto, Trentino e Friuli). La malattia è endemica in numerose aree dell’Europa Centrale e Asia (es. Svizzera, Austria, Ungheria, Russia, ecc.).

Febbre bottonosa

È una malattia causata dal batterio Rickettsia conorii ed è tipica dell’area del Mediterraneo. La zecca vettore è R. sanguineus, cioè la zecca del cane. La malattia è caratterizzata da un periodo di incubazione di 5-7 giorni e i sintomi principali sono febbre, eruzioni cutanee su tutto il corpo con papule di tipo eritematoso e un’area necrotica nel punto di attacco della zecca detta tache noire. Generalmente la malattia è benigna, ma può dare complicanze gravi nei soggetti immunocompromessi. Il cane non è considerato un serbatoio della malattia, ma può fungere da sentinella della presenza del patogeno in una certa area
In Piemonte negli ultimi 10 anni non sono stati segnalati casi nell’uomo.

Come proteggersi?

A coloro che si recano in aree a rischio per lavoro, escursioni, ecc. si consiglia di:

  • utilizzare un abbigliamento appropriato che copra il più possibile il corpo: maglie con maniche lunghe, pantaloni lunghi e scarpe alte chiuse alla caviglia. Sono preferibili abiti di colore chiaro in quanto, oltre a essere meno attrattivi per gli artropodi, facilitano l’individuazione delle zecche stesse.
  • applicare repellenti sulla cute esposta, ad esempio a base di N,N-dietil-n-toluamide o Picaridina, seguendo le indicazioni del produttore.
  • spruzzare sugli abiti e sullo zaino sostanze ad azione insetticida-acaricidarepellente, come la permetrina, anche in questo caso seguendo le indicazioni del produttore.
  • camminare al centro dei sentieri, non sedersi o rotolarsi sull’erba, evitare le zone con vegetazione folta.
  • durante le soste, scegliere con cura il luogo dove depositare lo zaino o l’equipaggiamento, evitando di lasciarli fra l’erba alta, in prossimità di cespugli, su cumuli di foglie dove il rischio di infestazione è maggiore.

Dopo aver effettuato una passeggiata all’aperto:

  • effettuare un bagno o una doccia il più presto possibile (preferibilmente entro 2 ore) per lavare via eventuali zecche non ancorate alla cute.
  • esaminare attentamente il proprio corpo, con particolare attenzione alle zone in cui le zecche si localizzano, ovvero dove la cute è più sottile: gambe, inguine, ombelico, ascelle, collo e testa; nei bambini le zecche si possono trovare spesso anche sul capo e in corrispondenza dell’attaccatura dei capelli. L’uso di una lente di ingrandimento può aiutare il riconoscimento soprattutto nel caso di aggressioni da parte di larve e ninfe. Oltre alle zecche è bene cercare anche gli effetti del morso, che si presenta come un piccolo rigonfiamento arrossato e con un avvallamento centrale dove nel tempo si formerà una crosta.
  • controllare gli abiti indossati e verificare il contenuto dello zaino e dell’equipaggiamento, al fine di non portare zecche all’interno delle abitazioni;

Scarica la locandina  – Attenti alle zecche – ASL CN2

FAQ

In caso di morso: cosa fare?
Nel caso di rinvenimento, le zecche vanno prontamente rimosse. Per rimuovere correttamente le zecche si raccomanda di:

  • Afferrare il parassita quanto più possibile vicino alla superficie della cute con un paio di pinzette a punta sottile e curva, avendo cura di non stringere troppo per non rompere il rostro o, peggio, parte della testa del parassita;
  • Estrarre la zecca tirando delicatamente verso l’alto in modo continuo, compiendo un movimento rotatorio;
  • Disinfettare la cute con un disinfettante non colorato per monitorare lo stato di infiammazione della zona colpita

              UNA VOLTA RIMOSSA, CONSERVA LA ZECCA! *

In caso di morso: cosa NON fare?

Le zecche vanno estratte senza utilizzare sostanze chimiche o calore (NO alcol, benzina, acetone, ammoniaca e olio) e senza schiacciarle al fine di evitare il riflesso del rigurgito, che è il momento di maggiore rischio per l’eventuale trasmissione di agenti patogeni. La somministrazione di antibiotici, a scopo preventivo e per uso generale, è sconsigliata durante il periodo di osservazione in quanto può mascherare eventuali segni di malattia e rendere più complicata la diagnosi. Inoltre si ricorda che può essere effettuata solo su prescrizione medica.

Quali sono i sintomi che compaiono? Quando consultare il medico?
È necessario consultare tempestivamente il medico se, subito dopo il morso, compaiono sintomi tipici di una reazione allergica quali: rash cutaneo, orticaria, gonfiore importante nel sito del morso, edema diffuso, difficoltà respiratoria, ecc. o di una reazione tossica (paralisi ascendente, che inizia dalle gambe e “risale” verso la testa).

Si raccomanda inoltre di rivolgersi al proprio medico se:

  • non si riesce a rimuovere la zecca o se durante la rimozione la zecca si è spezzata
  • è scaduto il periodo di validità della vaccinazione antitetanica o tale vaccinazione non è mai stata praticata;
  • durante il periodo di osservazione di 30-40 giorni compaiono: sintomi e segni di un’infezione locale con arrossamento, gonfiore e dolore ed eventuale fuoriuscita di pus in corrispondenza del morso; sintomi di un infezione sistemica: febbre, eruzione cutanea in corrispondenza del morso, ingrossamento dei linfonodi vicini alla zona della puntura, debolezza, dolori alle articolazioni. Tali sintomi non necessariamente devono essere tutti contemporaneamente presenti.

Esistono vaccini per le malattie trasmesse da zecche?
Tra le malattie trasmesse da zecche, l’unico vaccino approvato in Italia è quello per l’encefalite da zecca (TBE). La vaccinazione è raccomandata nei soggetti ad alto rischio per morso di zecca, quindi coloro che vivono o si recano in aree endemiche boschive e rurali, in particolare soggetti che trascorrono in queste aree molto tempo all’aperto per motivi di lavoro o svago (es. forestali, campeggio, pesca, raccolta funghi, trekking, ecc.). In Italia e in Europa non esiste un vaccino registrato per la malattia di Lyme, ma è previsto un trattamento antibiotico da effettuare sotto prescrizione del medico curante.

Cosa devo fare se ho un animale da compagnia?
Anche cani e gatti possono essere parassitati dalle zecche e tale rischio non è presente solo in campagna o in montagna, ma anche nei cortili e nei giardini delle città. La zecca è in grado di determinare, in questi animali, quadri clinici di anemia a seguito di infestazioni massive e di trasmettere importanti malattie, tra cui la malattia di Lyme, la rickettsiosi, la babesiosi, l’erlichiosi e l’emobartonellosi.
Per tutelare la salute del proprio animale da compagnia si consiglia, quindi, di:

  • utilizzare sostanze repellenti e/o acaricide (antiparassitari); il trattamento dovrebbe iniziare già alla fine dell’inverno ed essere ripetuto periodicamente, secondo le indicazioni fornite dal medico veterinario.
  • ispezionare frequentemente i luoghi di ricovero quali cucce, box, recinti, ecc., soprattutto degli animali domestici che vivono all’aperto;
  • ispezionare con attenzione il proprio animale dopo che ha frequentato aree a rischio: nel cane le zecche si localizzano di preferenza sul muso, sul bordo e all’interno del padiglione auricolare, alle ascelle, all’inguine e sull’addome.
  • estrarre le zecche infisse nella cute dell’animale con le stesse modalità indicate per l’uomo.

Per avere informazioni sulle vaccinazioni e sull’applicazione degli antiparassitari sugli animali da compagnia, consultare il proprio medico veterinario di fiducia.

 

Come mi può aiutare l’ASL CN2?

*Una volta rimossa, conserva la zecca!
Puoi recarti presso la Segreteria del Servizio Veterinario dell’ASL CN2 con sede ad Alba o a Bra previo appuntamento o negli orari di apertura al pubblico.
L’ASL si occuperà di inviare la zecca all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino (IZSPLV) per l’identificazione ed per la ricerca di agenti patogeni.

Come conservarla
Riporre la zecca in un barattolo con alcol al 70% (non rosa) oppure congelarla.
Sarebbe opportuno annotarsi il luogo in cui si sospetta di essere entrati in contatto con la zecca o le coordinate geografiche esatte del luogo in cui si riscontra la presenza sul proprio corpo o sul corpo dell’animale durante le passeggiate, per eventuali studi di malattie riscontrate circa la loro presenza e diffusione sul territorio.
Anche la data e l’ora della rimozione potrebbero essere utili dati anamnestici per avere valutare il rischio di trasmissione.

Contatti
ALBA,via Vida n.10
0173 316. 214 – 215
Lun- Ven: 8.30- 12.30; Lun-Merc: 14.00 -16.00

BRA,viale Industria n.4
0172 420.293 – 372
Lun-Ven: 8.30-12.30

 

Link Utili
ECDC- Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie 
ISS -Zecche – Istituto Superiore di Sanità 
Ministero della Salute -FAQ – Zecche, come proteggersi 
IZS Venezie – Le zecche. Rischi per la salute e cosa fare per prevenirli 
Seremi | Servizio di riferimento Regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive
Lyme Disease | CDC

ASL CN2